Bonifica di terreni

Di seguito una breve descrizione delle tecnologie per il trattamento di acque sotterranee o superficiali:

  • Soil Vapour Extraction (SVE): è una tecnologia di bonifica che permette di rimuovere in situ i contaminanti presenti nella zona insatura del terreno. Mediante una serie di pozzi, a cui è applicato un sistema di vuoto, vengono estratti i vapori presenti nell’insaturo e inviati al successivo trattamento per assorbimento con carbone attivo, ed infine rilasciati in atmosfera. L’applicazione del vuoto provoca la velocizzazione del rilascio dei vapori da parte del terreno contaminato, consentendo quindi un più rapido processo di decomposizione della parte organica dell’inquinante.
  • Biosparging (BS): sistema di insufflaggio di aria nel terreno tramite soffiante allo scopo di stimolare la biodegradazione fornendo ossigeno come accettore di elettroni e nutrienti nel terreno saturo.
  • Bioventing (BV): sistema di insufflaggio di aria dall’ambiente in pozzetti di ventilazione opportunamente fenestrati tramite soffiante, al fine di stimolare l’attività biodegradativa dei microrganismi autoctoni nel terreno insaturo.
  • Desorbimento termico: concerne la separazione fisica di contaminanti organici dalla matrice, mediante un riscaldamento indiretto del terreno a temperature che variano da 150 °C a 500 °C. Il sistema permette la volatilizzazione dei contaminanti, con successiva distruzione delle molecole in apposita camera di combustione (vedi Tecnologia NSR).
  • Bioremediation: insieme di tecniche di bonifica che consentono di decontaminare i suoli stimolando le capacità biodegradative dei batteri per il recupero e la detossificazione dell’ambiente.
  • Fitorisanamento: utilizzo di piante per la bonifica di siti inquinati che si basa sulla naturale abilità di diverse specie vegetali di assimilare, accumulare, immagazzinare e metabolizzare sostanze organiche e inorganiche.
  • Ossidazione chimica in situ (ISCO): iniezione nel sottosuolo di miscele ossidanti, con l’eventuale aggiunta di appositi catalizzatori, allo scopo di ossidare i contaminanti organici presenti (idrocarburi clorurati e derivati dal petrolio) ottenendo come sottoprodotti di reazione biossido di carbonio, acqua e ossigeno.
  • Multi Phase Extraction (MPE): tecnologia di bonifica che permette di rimuovere in situ simultaneamente i contaminanti presenti nella zona insatura e nella zona satura del terreno. Mediante una serie di pozzi, a cui è applicato un sistema da vuoto, vengono estratti sia l’acqua di falda sia i vapori presenti nell’insaturo. L’applicazione del vuoto provoca un abbassamento della falda e, di fatto, aumenta lo spessore della zona insatura dalla quale possono essere vaporizzati i contaminanti. In questo modo, la velocità di bonifica della falda viene aumentata poiché i contaminanti sono rimossi sia in fase acquosa sia in fase vapore.

 

 

 

 

 

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